Elia Minari

Avvocato, collabora con enti pubblici,
membro di delegazione Commissione Onu,
coordinatore di corsi.

[Sito web realizzato da Francesco Giglioli.]
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Laurea magistrale, con lode, in Giurisprudenza all’Università di Bologna. Premiato dal Rettore dell’Università di Bologna per i «risultati eccellenti».

Master biennale presso l’Università Bocconi di Milano e l’Università di Pavia.

Esame di Avvocato a Bologna.

Ha ricevuto 14 premi per l’impegno per la legalità. 

Le esperienze internazionali.

Membro di delegazione alla Commissione dell’Onu su “Prevenzione del crimine e giustizia penale” e al Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu che ha il ruolo di redigere un nuovo Trattato internazionale contro le nuove forme di criminalità, oltre alla collaborazione per altre attività dell’Onu (a New York, Vienna e da remoto, dal 2022).

Inoltre, è stato relatore a congressi internazionali, ad esempio la conferenza della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata e il congresso annuale dell’International Bankers Forum.

Ha coordinato seminari e altre attività presso istituzioni e agenzie dell’Unione europea. È stato membro di delegazione alla Conferenza degli Stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

Le collaborazioni con enti pubblici.

Dal 2014: collaborazione con istituzioni ed enti pubblici, in ambito giuridico, per la prevenzione e il contrasto della corruzione, della criminalità organizzata e del riciclaggio, oltre ad altre tematiche giuridiche.

Dal 2015: collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, come coordinatore di progetti in ambito giuridico (coordinatore di nove progetti regionali).

Dal 2019: collaborazione con l’Università di Parma e l’Università di Bologna. Inoltre, è stato il coordinatore dell’Osservatorio Permanente Legalità dell’Università di Parma.

Ha gestito corsi formativi e lezioni universitarie sui temi dell’anticorruzione e dell’antimafia.

 

Alcune pubblicazioni.

È autore di un libro sul tema della ‘ndrangheta nel Nord Italia, pubblicato dall’editore Rizzoli nel 2017 con la prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia. Il libro raccoglie una parte delle ricerche realizzate da Elia Minari dal 2009 per otto anni consecutivi, ritenute utili da parte della magistratura.


[Nella foto: una delle presentazioni del libro in Germania.]

Inoltre, è curatore di un altro libro, adottato come testo didattico dall’Università di Bologna, che raccoglie i saggi di venti autori.
É anche autore di alcuni capitoli di libri universitari.

[Nella foto: un’iniziativa coordinata da Elia Minari.]

[Nella foto: a Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione europea.]

[Nella foto: intervista del Tg3 nazionale.]

Le ricerche antimafia.


Ha realizzato ricerche utilizzate come prove contro la ‘ndrangheta all’interno di processi giudiziari nel Nord Italia, in particolare in Emilia-Romagna. Le sue ricerche sulla ‘ndrangheta sono state citate, ad esempio, nel maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

Ha contribuito a diverse indagini della magistratura contro la criminalità mafiosa (in particolare dal 2013).

Fondatore nel 2009, mentre frequentava il liceo a Reggio Emilia (città di nascita), dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito. Coordinatore dell’associazione per quindici anni, attualmente composta da giovani laureati di diverse città del Nord Italia.

Le interviste.

È stato intervistato da giornali e tv esteri (in Germania, Francia, Svizzera, Danimarca, Colombia, ecc.).
Ha rilasciato interviste anche ai principali media nazionali italiani (Tg1, Tg2, Tg3, Mediaset, La7, Sky, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore, La Stampa, trasmissioni d’approfondimento di Rai 1, Rai 2, Rai 3, ecc.).

Inoltre, è stato intervistato e consultato per ricerche accademiche da parte di Università europee.

[Nella foto: intervista alla tv nazionale della Francia.]

[Su uno dei principali giornali nazionali della Germania.]

[Sulla prima pagina di un giornale della Svizzera.]

Le attività formative.

Ha partecipato come relatore a oltre 370 convegni e incontri pubblici, in Italia e all’estero.

È stato invitato da Università, Istituzioni, Questure, Tribunali e altri enti per tenere seminari ed eventi formativi.

Ha coordinato dei seminari formativi presso la Corte costituzionale, il Ministero dell’Interno, la Corte di Cassazione e ha realizzato degli interventi, insieme ad altri relatori, a seminari presso il Consiglio di Stato, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Direzione Investigativa Antimafia e il Ministero della Giustizia.

[Nella foto: al Ministero dell’Interno.]

Presso l’Università di Parma, dove è stato anche il coordinatore dell’Osservatorio Permanente Legalità, ha gestito attività formative a cui si sono iscritti, oltre a studenti universitari, anche centinaia di dirigenti pubblici e avvocati ai quali sono stati rilasciati crediti formativi. 

Inoltre, dal 2019: responsabile del corso “Prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata” (corso extracurriculare).

Ha organizzato e diretto dei cicli di giornate formative a Bruxelles e L’Aja, presso le principali istituzioni e organi di cooperazione giudiziaria dell’Unione europea.


Dal 2019 collabora anche con l’Università di Bologna, realizzando delle attività didattiche. All’Università di Bologna è stato inoltre membro di Commissione per lauree magistrali.

È stato relatore di seminari formativi organizzati da Ordini degli Avvocati, riconosciuti con crediti formativi. Inoltre, ha tenuto dei seminari formativi per dirigenti e amministratori pubblici, per l’Ordine dei Giornalisti e altri ordini professionali.

È stato audito dalla Commissione parlamentare antimafia, in qualità di esperto.

[Nella foto: seminario in Tribunale.]

[Nella foto: seminario all’Università statale di Milano.]

[Nella foto: seminario al Consiglio di Stato.]

 

I premi.

Premiato nel 2014 dal presidente del Senato, Pietro Grasso, al 20° Vertice Nazionale Antimafia (Omcom).

Nello stesso anno, riceve il premio “Iustitia” dall’Università della Calabria in memoria del giudice Rosario Livatino.

Nel 2015 l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani lo sceglie come uno dei “10 personaggi dell’anno”.

Nello stesso anno, riceve il riconoscimento “Resistenza” dalle mani di Salvatore Borsellino. Nel 2016 il presidente della Federazione Nazionale della Stampa gli consegna il premio “Articolo 21”.

Nel 2018 gli vengono conferiti sei riconoscimenti: il premio internazionale “Francese” a Palermo, il premio “Piersanti Mattarella” intitolato al fratello del Presidente della Repubblica ucciso dalla mafia, il riconoscimento “Anita Garibaldi” dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi, il premio “Angelo Vassallo” intitolato al sindaco campano ucciso nel 2010 in un attentato di stampo mafioso, il premio “Zappalà” a Messina, il premio “Testimone” in memoria del poliziotto Tiziano Granata.

Nel 2019 riceve il premio nazionale alla legalità “Giuseppe Parretta” a Crotone. Nello stesso anno, gli viene assegnato il Primo Tricolore.

Nel 2022 gli viene conferito il premio intitolato al giornalista siciliano Peppino Impastato, ucciso da Cosa Nostra, e a Valarioti, ucciso dalla ‘ndrangheta.

Inoltre, gli viene attribuito il “Premio legalità 2023” presso l’Istituto penitenziario di Modena, insieme al dono di un dipinto realizzato dai detenuti partecipanti a un progetto sulla legalità, sostenuto dalle autorità.

[Nella foto: Sigillo di Stato ricevuto, a Roma, dal Ministro della Giustizia.]

Nel 2025: “Premio Lea Garofalo”, con menzione speciale, dedicato alla memoria di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta uccisa a Milano nel 2009.

I contatti.

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[Nella foto: un’intervista del Tg3 nazionale.]

[Nella foto: un’iniziativa dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, fondata nel 2009.]

[Nella foto: in diretta su SkyTg24.]

[Nella foto: iniziativa in memoria di vittime innocenti della criminalità organizzata.]

[Nella foto: la postazione all’Onu.]