Il libro sui segreti delle mafie nel Nord Italia

 

Storie reali, vissute in prima persona.
Otto anni di ricerche, realizzate
da un ragazzo ventenne e poi finite in tribunale.

 

Rizzoli editore, pubblicato nel 2017.

L’autore

Contatto

Il libro

[Testo di presentazione dell’editore Rizzoli.]

Nel 2009, quando frequenta il li­ceo, Elia si accorge che le feste del­la sua scuola si tengono in una discoteca gestita da personaggi vicini a una cosca mafiosa: perché viene sempre scelto quel locale? E cos’hanno da spartire quei per­sonaggi con la rassicurante provincia emi­liana?

Elia studia i documenti, inizia a fare delle domande scomode, insieme ad alcu­ni amici dà vita a un giornalino studente­sco e a un’associazione, Cortocircuito. Poi realizza una serie di video-inchieste sulla presenza delle mafie al Nord e approfon­disce casi sempre più importanti, fino agli appalti Tav e alla gestione dei rifiuti nella Pianura Padana.

Denuncia e si scontra con un’omertà inattesa e minacce esplicite. Eppure non si ferma e le sue inchieste arrivano in tribunale, all’interno di cinque indagini della magistratura sulle infiltrazioni crimi­nali al Nord.

Guardare la mafia negli occhi restituisce il senso dell’impegno civico di Elia Minari, che smaschera il vero volto della ’ndranghe­ta: dedita a crearsi un’immagine pulita anche tramite trasmissioni pilotate di tv locali e articoli di giornale, abile nell’uti­lizzo strategico dei social media, interes­sata agli eventi sportivi e popolari, capace di camuffarsi. Perché, come scrive nella prefazione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, “la vera forza delle mafie è fuori dalle mafie”.

Un libro coraggioso e avvincente, nel qua­le, ripercorrendo le sue indagini, Elia ci di­mostra come nella lotta alla criminalità or­ganizzata ognuno possa fare la propria parte.

 

I dati del libro
– Pubblicato nel 2017;
– Lunghezza: 270 pagine;
– Ordinabile nelle librerie e online.

Come acquistare il libro

 


[Nella foto: un incontro sul libro a Stoccarda, in Germania.]


[Nella foto: intervista della principale tv francese.]

L’autore

Su “La Repubblica”:

Su “Il Sole 24 Ore”:

Sul “Sole 24 Ore” e sul “Corriere della Sera”:

12 testimoni

Alessandra Dolci, magistrato, responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano

«Ho letto con estremo interesse il libro di Elia Minari. Il primo pensiero che mi è venuto è: “vorrei ingaggiarlo anch’io”. Ha fatto un grandissimo lavoro.»

[Intervento pubblico all'Università di Milano il 5 febbraio 2018; inoltre intervista su Rai 3 il 12 maggio 2019.]

Nicola Gratteri, magistrato, procuratore capo di Napoli

«Elia Minari è un ragazzo di grande intelligenza e coraggio.»

[Intervista sulla “Gazzetta di Reggio”, il 2 febbraio 2015.]

Franco Roberti, magistrato, già procuratore nazionale antimafia

«Elia Minari ha intrapreso un’attività coraggiosa, d’approfondimento, d’inchiesta, d’impegno e passione civile.»

[Scritto nella prefazione del libro "Guardare la mafia negli occhi" di Elia Minari, pubblicato nel 2017, quando Roberti era procuratore nazionale antimafia.]

Francesco Maria Caruso, magistrato, presidente del Tribunale di Bologna

«Elia Minari ha realizzato un'inchiesta di straordinario valore informativo.»

[Dichiarazione pubblica su un'inchiesta di Elia Minari, pronunciata il 18 settembre 2014.]

Gian Carlo Caselli, magistrato, già procuratore capo di Palermo e poi di Torino

«Elia Minari fa inchieste rischiose e si espone contro le mafie.»

[Intervista pubblica nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia il 7 novembre 2014; inoltre intervento pubblico nella sala del Consiglio Comunale di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, il 19 marzo 2017.]

Paolo Zito, colonnello dei Carabinieri

«Elia Minari ha realizzato inchieste molto coraggiose. È grazie a Elia Minari se come Carabinieri abbiamo ottenuto certi risultati».

[Dichiarazione pubblica, pronunciata il 13 ottobre 2018.]

***

«Il documento di denuncia che è stato presentato da Elia Minari è un documento di grande rilevanza. Complimenti. Elia, ti faccio pubblicamente i complimenti anche perché hai bisogno di un sostegno, perché sei esposto.»

[Dichiarazione pubblica, pronunciata il 18 settembre 2014.]

Michele Santoro, giornalista e conduttore televisivo

«Fa quello che i grandi giornali e le trasmissioni televisive non fanno. Va a mettere il naso in una situazione molto spinosa.»

[Durante la trasmissione televisiva “Servizio Pubblico” su La 7, introducendo un’intervista a Elia Minari, il 5 marzo 2015.]

Colonnello Valerio Giardina, già capo del Ros a Reggio Calabria

«Complimenti a Elia Minari per il libro “Guardare la mafia negli occhi”, esprime senso civico altissimo».

[Nell'Aula Magna presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Bologna, 20 ottobre 2017.]

Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia

«Elia Minari e l’associazione Cortocircuito dà dimostrazione concreta di ciò che mio fratello ha affermato.»

[Motivazione del riconoscimento “Resistenza”, consegnato da Salvatore Borsellino a Elia Minari, il 12 giugno 2015.]

Carlo Lucarelli, scrittore e conduttore di trasmissioni della Rai

«In molti si chiedono: cosa si può fare contro la criminalità organizzata? Le inchieste di Elia Minari sono finite anche agli atti di processi.»

[Intervento pubblico, introducendo Elia Minari, durante il convegno “Aemilia-ndrina” presso la biblioteca di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, il 22 novembre 2015.]

Prof. Paolo Andrei, Rettore dell'Università di Parma

«Desidero ringraziare, davvero di cuore, Elia Minari perché ci sta conducendo attraverso un percorso veramente qualificante e importante.»

[Nell'Aula Magna dell'Università di Parma, 26 settembre 2019.]

Marco Imperato, magistrato della Procura di Bologna

«Diverse inchieste di Elia Minari, scaturite dalle ricerche iniziate quando frequentava le aule del liceo, sono arrivate in altre aule: quelle dei tribunali. Sono entrate nei palazzi di giustizia. Queste inchieste sono state infatti utilizzate in almeno cinque indagini della magistratura sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel Nord Italia.»

[Scritto nella postfazione del libro "Guardare la mafia negli occhi", pubblicato nel 2017.]

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[Nella foto: un’iniziativa in Sicilia.]